I video per la negoziazione: Worth – Il Patto

Il film mostra l’attività svolta dal famoso avvocato e mediatore USA Ken Feinberg e dal suo staff all’indomani della tragedia dell’11 settembre.

Stefano Cera

Ottobre 17, 2021

Regia: Sara Colangelo. Con Michael Keaton, Stanley Tucci e Amy Ryan (2021).

TEMA

#empatia, #mediazione, #negoziazione.

CITAZIONE

“Io trovo che quello che funziona meglio sia il compromesso. Nessuno se ne va via troppo soddisfatto, soltanto abbastanza da andarsene”.

TRAMA

In seguito agli orribili attacchi del 2001 al World Trade Center e al Pentagono, il Congresso nomina l’avvocato e famoso mediatore Kenneth Feinberg (Michael Keaton) alla guida del Fondo per il risarcimento delle vittime dell’11 settembre.

PERCHE’ E’ UTILE PER L’APPRENDIMENTO DELLA MEDIAZIONE

Il film mostra l’attività svolta dal famoso avvocato e mediatore USA Ken Feinberg e dal suo staff all’indomani della tragedia dell’11 settembre. La questione è importante sia per l’aspetto politico e sociale ma anche, non banale, per gli eventuali danni economici determinati dalle richieste di risarcimento da parte dei familiari delle vittime che, come emerge dal film, avrebbero potuto mettere in grandissima difficoltà il “colosso” americano.

Il lavoro dello staff si rivela fin dal principio piuttosto arduo perché è sottoposto a una serie di vincoli:

  • La durata massima del lavoro non avrebbe dovuto oltrepassare i due anni.
  • L’80% delle persone avrebbe dovuto accettare la quota risarcitoria prevista per il proprio familiare.
  • L’obiettivo era trovare una griglia di valutazione che non prevedesse personalizzazioni e/o la definizione di situazioni individuali.

Il primo incontro con i feriti e i familiari

Una prima scena molto importante è quella in cui Feinberg presenta la prima bozza di griglia di fronte ai familiari delle vittime. Accade un disastro. Infatti, Feinberg parla in “legalese”, ha un approccio molto burocratico e totalmente non empatico nei confronti delle persone presenti. Resta su un piano logico e razionale che tuttavia si rivela completamente diverso rispetto a quello dei familiari delle vittime.  Peraltro molti di questi contestano che il valore previsto dalla griglia sia diverso a seconda del lavoro svolto. Un esempio dell’approccio totalmente fuori contesto di Feinberg avviene alla fine della scena, quando  incontra un vigile del fuoco con la gamba rotta e, distrattamente, gli chiede cosa gli sia successo. Risposta gelida: “Torre Sud. Come mio fratello”. “Ah, e’ qui?”, risponde Feinberg. Lo sguardo del vigile e’ tutto un programma e ci vuole poco a capire che il fratello è morto proprio in occasione delle Torri Gemelle.

Le persone dello staff, presenti all’incontro, si rendono conto che sia necessario cercare un contatto con i feriti e i familiari delle vittime, parlare con loro e cercare di acquisire il maggior numero di informazioni. Vivono ovviamente grandissime difficoltà emotive, ma si rendono conto che l’approccio “monolitico” di Feinberg non può funzionare. Pertanto cercano di convincerlo a cambiare la regole. Da parte sua il mediatore si sforza in ogni modo di non farsi coinvolgere, cercando di rimanere imparziale e razionale. Ma l’effetto che provoca è quello di sembrare una persona scostante e fredda.

La negoziazione con Charles Wolf

Sarà tuttavia l’incontro con il blogger di Fix the Fund (interpretato da Stanley Tucci) a mettere all’angolo Feinberg, focalizzando l’attenzione sui principali errori della griglia:

  • Si basa unicamente sul reddito annuale e non anche su altre forme di reddito.
  • Non risarcisce la persone legate con unioni civili.
  • Risarcisce solo i danni inferti durante il crollo, lasciando fuori chi ha avuto problemi sorti successivamente come conseguenza dell’attentato (es. in seguito al c.d. “polipo da amianto”).

Riporto qualche scambio nel colloquio tra Feinberg e Wolf:

  • Feinberg: “Non possiamo adattare le regole a ogni singolo caso…”.
  • Wolf: “Perché no? Il Congresso vi concede ampia discrezione!”, “E 7.000 cittadini vi stanno chiedendo di non essere trattati solo come numeri in un foglio elettronico… Lei si sta comportando come se la legge arrivasse direttamente dal Monte Sinai!”.

L’esito della mediazione

Dopo questo duro confronto, Feinberg cambia atteggiamento e comprende che è arrivato il momento di aprire alla personalizzazione e alle richieste individuali. E l’efficacia della griglia cambia completamente soddisfacendo maggiormente le persone. Alla fine il risarcimento verrà accettato dal 97% dei richiedenti, con un successo enorme dal punto di vista sociale, politico ed economico.

Il “percorso interiore” vissuto da Ken Feinberg e dalle persone che gli hanno dato supporto dimostra la necessità, nel corso di un negoziato, di non considerare solo gli aspetti logico-razionali ma anche quelli emozionali e “di pancia” che spesso influenzano tantissimo l’esito di una trattativa o di una mediazione. Pertanto l’approccio di un negoziatore e/o di un mediatore che interviene in una controversia deve essere quello di dare ovviamente il giusto spazio alla razionalità e alla logica, senza tuttavia trascurare l’impatto degli aspetti emotivi che possono cambiare completamente il contesto della trattativa.

#videoperlaformazione

Riporto il trailer del film (in lingua inglese):

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